Esistente sin dal 1143, ricostruita nel 1205, è dedicata ad uno dei tre santi patroni della città e che, ancora oggi, la popolazione ricorda nella festa, il 29 gennaio, celebrandolo con un tradizionale dolce omonimo: il torcolo di san Costanzo. Di questo vescovo si hanno poche notizie certe: vissuto in epoca altomcdievale, considerato uno dei primi vescovi della città, forse il fondatore, divenne santo patrono in epoca più tarda, verso il XIII-XIV secolo, affiancandosi a sant’Ercolano, ben più famoso e rinomato a quell’epoca. Della primitiva chiesetta dell’undicesimo secolo dedicata al santo ci rimangono le sculture del portale d’ingresso e la parte esterna dell’abside. Il resto della chiesa venne completamente rifatto nel 1890 dall’architetto Guglielmo Calderini. Qui, ogni anno il 29 gennaio, le fanciulle attendevano che il santo facesse l’occhiolino; segno di nozze entro l’anno.
